La nascita di un nuovo spazio dedicato all’arte contemporanea a Venezia costituisce per molte ragioni una novità e, insieme, un segno di continuità con una storia che ha proprio a Venezia - e in Dorsoduro - origini lontane. Dal secondo dopoguerra e con l’insediamento della collezione di Peggy Guggenheim il sestiere diventa infatti il motore di quella “officina del contemporaneo” che ha dato origine alle migliori espressioni delle avanguardie artistiche della città, con dialoghi e conseguenze importanti con gli altri movimenti artistici italiani e internazionali.