I DREAMED A DREAM – Chapter 1
23.11.2019 – 07.03.2020

Artists: Túlio Pinto, Verónica Vázquez, Sophie Ko, Anne Laure Sacriste, Stijn Ank, Mats Bergquist, Giuseppe Adamo, Artur Lescher, Nancy Genn, Antonio Scaccabarozzi

Curated by Domenico De Chirico

Vernissage: Saturday 23rd November, 6 PM

I dreamed a dream is designed as the content of a certain dream, never revealed, in which various images alternate, like the fantastic reproduction that occurs in the awareness of the content of a tangible experience or the free elaboration of what might be the content of said experience.
The evanescence of each individual work, present even among the sculptural elements alluding to the materiality of reality, seems to murmur tales of dreams that together form a single dreaming chorus. A collective unconscious is thus decanted, but this is not the collective unconscious of Carl Gustav Jung’s theories that works backward seeking an ancient substratum, but instead a dreaming unconsciousness that pursues fleeting lines on undefined backgrounds. Thus, a dream raised to its utmost potency, a dream dreamed made of so many dreams and of the flexible substance arisen from their interconnections.

Press release

 

Artisti: Túlio Pinto, Verónica Vázquez, Sophie Ko, Anne Laure Sacriste, Stijn Ank, Mats Bergquist, Giuseppe Adamo, Artur Lescher, Nancy Genn, Antonio Scaccabarozzi

A cura di Domenico De Chirico

Vernissage: sabato 23 novembre, ore 18.00

I dreamed a dream è concepita come il contenuto di un determinato sogno mai rivelato in cui svariate immagini si avvicendano, come la riproduzione fantastica che si compie nella coscienza del contenuto di un’esperienza sensibile o la libera elaborazione di ciò che potrebbe essere il contenuto di tale esperienza.
L’evanescenza di ogni singola opera rintracciabile anche tra gli elementi scultorei che rimandano alla matericità del reale sembra sussurrare racconti di sogni i quali insieme costituiscono un unico coro sognante. Un inconscio collettivo viene così decantato, tuttavia non si tratta dell’inconscio collettivo teorizzato da Carl Gustav Jung che procede all’indietro alla ricerca di un substrato antico, bensì di un inconscio sognante che insegue linee fugaci su sfondi indefiniti. Dunque, un sogno elevato alla sua massima potenza, un sogno sognato fatto di tanti sogni e della sostanza soffice scaturita dalle loro interconnessioni.

Comunicato stampa